Archivio per 23 ottobre 2018

L’ansia anticipatoria non serve a nulla, ma lei non lo sa

L’ansia anticipatoria non serve a nulla, ma lei non lo sa e ama interporsi tra noi e il quieto vivere ogni volta che le è possibile. Possiamo chiamare ansia anticipatoria quell’agitazione dovuta al pensiero di eventi che si verificheranno o potrebbero verificarsi in futuro e di cui, di solito, non abbiamo il controllo, ci si preoccupa per una possibilità senza avere la certezza che questa si realizzi, la sola ipotesi è sufficiente a scuoterci. Solo il futuro ci confermerà, o meno, l’avverarsi di un evento, dovrebbe essere inutile sprecare in ansia l’intervallo di tempo tra il presente e quell’evento stesso, ma la maggior parte di noi ama vivere sul filo del rasoio, mettiamola così. L’essere umano è il miglior generatore d’ansia presente sul mercato, sicuro, preciso e affidabile.

Ricordo di un mio amico che mi confidò come risolse, dopo svariato tempo in cui non ne veniva a capo, i suoi attacchi di panico e l’ansia che gli provocava il pensiero che potessero presentarsi in qualunque momento, anche i meno opportuni e più rischiosi, mi disse che si arrese. Se qualcosa di brutto gli doveva succedere, a causa di un attacco di panico, non aveva il potere di prevenirlo qualsiasi cosa facesse o pensasse, quindi tanto valeva continuare a vivere come aveva sempre fatto, non avrebbe sprecato il tempo, tra il presente e quello che gli sarebbe potuto succedere, preoccupandosi ancora per ciò che gli era impossibile controllare. Questo cambio di prospettiva fu rivoluzionario, smise di aver paura, accettò quello che poteva venire, anche di male, e non ebbe più attacchi di panico. Quante psicoterapie e analisi ci risparmieremmo, se la razionalità potesse farsi maggiormente spazio nel nostro mondo emotivo, ma è pur vero che la ragione senza il sentimento ci annoierebbe.

Chiariamo: l’ansia è sana e protettiva, tanto da essere data in dotazione a ognuno sin dalle prime fasi della vita, è solo il suo eccesso a essere deleterio. L’ansia ci avverte che qualcosa non va e che quindi bisogna correre ai ripari, se ho un esame tra pochi giorni è normale che sarò ansioso, a essere maggiormente problematico è un eccesso d’ansia. Se arrivo all’esame preparato, l’ansia non sparirà completamente (è stata inoltre positiva nella misura in cui mi ha incentivato a studiare), ma sarà gestibile, se vi arrivo impreparato questa sarà maggiormente invasiva, se ovviamente mi interessa superare la prova. Se sono preparato, ma l’ansia non mi permette di dare l’esame perché vado in tilt, questo è un problema e l’ansia ha superato il limite sano (e in quel caso è opportuno chiedere un aiuto).

Anche le cose migliori hanno un limite e una volta superato si trasformano nelle peggiori, se il limite lo si sa riconoscere, una sosta di riflessione nei suoi dintorni è consigliata, si impara qualcosa in più su di noi, con una certa fatica sicuramente, ma che si è ancora in grado di reggere.

Alcune cose possono essere prevenute, altre contenute, di certo non tutte possono essere controllate. Si fa poco per le prime due e ci si giustifica tanto con la terza, ansia permettendo.

da:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/23/lansia-anticipatoria-non-serve-a-nulla-ma-lei-non-lo-sa/4642709/

Relatore al convegno “La tutela della vittima e il trattamento del maltrattante. Esperienze, buone prassi e prospettive a confronto”

“Violenza di genere: teoria e clinica del trattamento delle vittime e degli autori”

Violenza di genere: teoria e clinica del trattamento delle vittime e degli autori.

Il corso affronta le problematiche relative alla violenza di genere, un fenomeno purtroppo sempre più frequente nel contesto culturale nel quale viviamo. Durante il weekend formativo verrà proposta una disamina approfondita del fenomeno, nei suoi aspetti sociali, familiari e clinici e verranno forniti specifici strumenti di intervento per la presa in carico di vittime e autori di violenza. In entrambe le giornate, una dedicata alle donne vittime e l’altra agli uomini autori, sono previsti approfondimenti teorico-pratici, con particolare attenzione agli aspetti esperienziali personali dei corsisti in un contesto interattivo e partecipativo.

OBIETTIVI
– Comprendere gli aspetti sociali, psicologici e psicopatologici del fenomeno.
– Acquisire le metodologie per gestire l’intervento con le vittime e dell’adulto autore di violenza.

Gli obiettivi verranno raggiunti attraverso lo studio dei casi, le esercitazioni e gli approfondimenti.

DURATA
Il corso ha una durata di 16 ore suddivise in 2 giornate da 8 ore ciascuna.

PROGRAMMA
Prima giornata (9.00-13.00; 14.00-18.30) – Dott.ssa Stefania Valanzano

– Genere e identità di genere: maschile e femminile nelle culture tradizionali e nella società postmoderna. Immagini stimolo ed esercitazioni con dibattito.
– La violenza di genere come prodotto socioculturale. Il femminicidio.
– Violenza domestica: dinamiche, trasmissione transgenerazionale, stili di attaccamento e relazioni violente.
– La violenza assistita: i minori nella famiglia violenta.
– Cenni di neurofisiologia della violenza, della paura e del trauma.
I tipi di violenza.
– Le conseguenze sulla vittima a breve e a lungo termine.
– La dimensione duale: discriminare dipendenza affettiva e manipolazione perversa.
– Il trattamento della vittima: specificità della clinica con le donne che subiscono violenza. Strumenti specifici: l’uso dell’EMDR.
– Modificazioni del setting. Fare rete: i professionisti coinvolti.
– Il sostegno alla vittima: riconoscimento, empowerment, legittimizzazione, ricostruzione dell’autonomia.
– Casi clinici e esercitazioni*.
– Supervisione di gruppo*

* i corsisti potranno inviare prima del corso un breve resoconto di un caso clinico che desiderano venga discusso in supervisione.

Seconda giornata (9.00-13.00; 14.00-18.30) – Dott. Mario De Maglie

– Mascolinità: emozioni, vulnerabilità e stereotipi di genere.
– Breve presentazione dei modelli di servizi per uomini autori di violenza e coordinamento nazionale.
– Video testimonianze di uomini.
– Chi sono gli uomini autori di violenza, aspetti sociali e clinici, quattro possibili profili della richiesta di aiuto.
– Metodologia di lavoro con gli uomini autori di violenza-colloqui individuali di accoglienza e lavoro di gruppo.
– Demo di colloquio, esercitazioni, presentazione di casi clinici.

Relatore al convegno “Programmi di trattamento per maltrattanti e abusanti sessuali in carcere e lavoro di rete”

“Violenza e Femminicidi, chi aiuta le donne? Chi educa gli uomini?

Presentazione IN DIALOGO- RIFLESSIONI A QUATTRO MANI SULLA VIOLENZA DOMESTICA presso IACP FIRENZE