“Il cacciatore di anime” di Virginia Spada

Il cacciatore di anime è un altro libro su cui voglio spendere alcune parole per invogliare ad avvicinarsi a questo romanzo. L’ autrice, Virginia Spada, ci parla di una storia di violenza.

Una donna, dopo un brutto incidente che la debilita temporaneamente, incontra un uomo che sembra darle la forza per riappropriarsi della sua vita. All’inizio tutto sembra andare bene, poi con il passare del tempo la violenza prende possesso della scena. Non si trattava del principe azzurro.

La storia chi vorrà potrà leggerla, ciò che mi interessa sottolineare sono sempre le capacità degli autori di raccontare e di far vivere. Questa è una storia che nelle sue linee generali può essere stata vissuta da tante donne: il sogno che si tramuta in incubo, un vortice in cui le certezze vengono implacabilmente  distrutte, la solitudine e l’incomprensione degli altri, i sensi di colpa perché ci si sente responsabili per come si comporta lui. Una menzione tutta sua merita la maternità, in quanto costituisce spesso un serbatoio inesauribile di energia, anche quando non sempre si è in grado di gestirla nel modo più funzionale.

L' atteggiamento dell’uomo di questo romanzo è quello tipico di tanti uomini che non si rendono conto del dolore che provocano, sono troppo concentrati sul loro io per fare spazio all’altro. Quando la donna reagisce veramente ed alza la testa possono arrabbiarsi ancora di più o diventare agnellini imploranti in un ciclo che mai vedrà probabilmente la fine, se uno dei due non sarà in grado di chiedere un aiuto concreto e di uscirne.

Il voler bene ad una persona non finisce di punto in bianco.La donna ama l’uomo, ha fiducia che le cose cambieranno se sarà lei a cambiare ed è la peggiore delle trappole. L’ uomo può anche  realmente volere bene alla donna, ma non ha strumenti che gli consentano di uscire fuori dalla sua paranoia, dalla sua mancanza di empatia, dalla sua incapacità di esprimere i suoi sentimenti in modo non distruttivo.

Facile dire: “Come si fa ad amare una persona che ci fa del male, che ci lascia lividi nel corpo e nella mente?” Facile dire: “ A me non succederebbe mai”. Virginia ci aiuta a capire che di facile non c’è niente, se non la capacità di dare giudizi frettolosi. Lentamente ed inesorabilmente le cose cambiano ed in quel lentamente va ricercato il motivo per cui non ci si rende conto dei mutamenti critici nella relazione, mentre in quell’inesorabilmente va ricercato il motivo per cui non è possibile sottrarvisi, almeno inizialmente.

La protagonista vivrà la sua storia per quella che è, ne pagherà il prezzo senza alcuno sconto ed è quello che non di rado accade. Non possiamo che esserle vicini mentre esce da un tunnel la cui fine sembra sempre così vicina, ma per cui l’ultimo passo sembra non arrivare mai.

Ah, sapete perché la storia sembra davvero così reale? Lo è!

 

Dal libro:

 

“Potete pensare che le prigioni siano fatte di pareti spesse e di sbarre alle finestre, di lunghi veli neri che nascondono anche il battito dei cuori, però a volte sono fatte solo di pensieri e di silenzio. Non conoscete queste prigioni? Non mi credete? Venite allora, vi presento la mia.”

3 commenti

  1. Virginia ha detto:

    Grazie Mario per aver recensito il mio libro, ma soprattutto per la sensibilità e la profondità con cui lo hai fatto.
    Virginia
     

  2. mara ha detto:

    .. quella prigione la conosco anch'io, preferirei il braccio della morte almeno saprei che esiste una fine, purtoppo dalla mia prigione non riesco a fuggire, più ci provo e più mi sento inesorabilemte legata a lui. Avverto una sensazione indescrivibile, ogni volta che si allarga una sbarra, lui arriva dentro di me e mi possiede…
    E' come essere possedute da uno spirito da cui non ci si può difendere perchè l'unico sentimento che questa entità mi fa produrre è amore, un'atroce amore!

  3. Mario ha detto:

    Mara dalle sue parole si evince molta sofferenza. Non è facile vivere una relazione in cui il proprio uomo assume un comportamento violento per quanto poi a lui ci possa legare un indiscutibile affetto. E' però importante la sua salute e la sua protezione. Ha mai chiesto aiuto ad un centro antiviolenza.?Si senta libera di contattarmi in privato, magari le posso dare qualche informazione utile.

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