Il mondo nuovo/Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley

Ho oggi finito di leggere "Il mondo nuovo/Ritorno al mondo nuovo" rispettivamente romanzo del 1932 e saggio del 1958 di Aldous Huxley. Solitamente è molto più conosciuto un altro romanzo che tratta di un mondo futuristico dove il controllo della popolazione è completo e programmato nei minimi particolari ossia "1984" di George Orwell (1949),da questo romanzo prendiamo in prestito la ormai diffusissima espressione "Grande Fratello" per indicare una presenza senza volto in grado di visionare/spiare la vita delle persone.

Le differenze tra i due romanzi sono comunque notevoli, anche se in entrambi gli autori hanno provato ad immaginare una società futuristica in cui il controllo mentale sia assoluto.

In "1984" la guerra è una condizione permanente ed è uno dei mezzi per ottenere il controllo ed un perenne stato di tensione. Gli occhi del Grande Fratello sono televisori-telecamera posizionati dappertutto e funzionanti 24 ore su 24. L'unica forma di pensiero ammissibile è il Bispensiero  un pensiero che esige che la mente si adatti senza resistenze alla realtà così come definita dal partito e cancelli ogni dato divergente e ogni forma di obiezione. Come recitano alcuni slogan del partito, “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”. Il sesso è consentito solo per procreare e deve essere un atto senza piacere, la castità viene imposta. La lingua che si parla  è la neolingua un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un'unica accezione che riducendo il significato ai concetti più semplici rende impossibile partorire qualsiasi pensiero critico individuale

Ne "Il mondo nuovo" si descrive una società il cui motto è "Comunità, Identità, Stabilità". Gli esseri umani tramite l'eugenetica vengono prodotti in serie in cinque diverse categorie (alfa, beta, gamma, delta, epsilon).Gli esseri umani in questa società sono divisi in  queste caste, ottenute tramite un ritardo controllato dello sviluppo degli embrioni ottenuto tramite privazione dell'ossigeno, in modo da influenzarne il futuro sviluppo fisico e intellettivo. Sin dal concepimento gli individui subiscono un condizionamento psico-fisico attraverso la ripetizione ipnopedica costante di slogan, tutto è progettato perchè gli individui facciano quello che è previsto che debbano fare. In questo mondo però non esiste la violenza, non ce n'è bisogno e ad ogni possibile motivo di instabilità emotiva si ricorre assumendo il "soma" una sorta di droga euforizzante e antidepressiva. Il sesso è libero e non ci sono legami affettivi duraturi "ognuno appartiene a tutti". L'umanità è libera da preoccupazioni, tecnologicamente avanzata, priva di guerre e miserie, ma tutto questo a scapito della famiglia, dell'amore, della diversità culturale, dell'arte, della filosofia, della storia. La morale del libro ruota attorno a questo: in modo da poter garantire alla società un'eterna e universale felicità, questa deve essere manipolata, la libertà di scelta e di espressione limitate, le ambizioni intellettuali e sentimentali inibite.

Quello che mi ha colpito del romanzo di Huxley è che rispetto al romanzo di Orwell (che ho letto tanti anni fa e che non ho fresco in memoria, anche se lo ricordo bene nelle sue generalità e nel suo messaggio) ha un che di più attuale. Siamo naturalmente ben lontani dall'avere una società come quella descritta ne "Il mondo nuovo", ma come spiega l'autore nel "Ritorno al Mondo Nuovo" le tecniche manipolative di massa di oggi e del domani non avranno bisogno necessariamente della violenza, anzi. Gli studi scientifici e le ricerche sono molto avanti riguardo a quelli che sono i condizionamenti psicologici, Pubblicitari, aziende sanno bene come vendere i loro prodotti e li vendono ed i social network permettono un controllo volontario di molte informazioni private delle persone.

Rimando ad una lettura dei due romanzi come incentivo di rifllessione e di buone letture. Mario.

 

Curiosità: Orwell è stato allievo di Huxley.

 

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