L’ 8 Marzo e la Festa della Donna…cosa vi è di necessario?

Fino a pochi anni fa, come per, credo, quasi ogni uomo,  l’ 8 Marzo era per me l’occasione per fare auguri a tutte le  amiche e classica era la mimosa da regalare almeno a quelle che, in qualche modo sentivi più care e vicine.

Vedevo loro, le donne, nella stragrande maggioranza dei casi, prepararsi da giorni per uscire la sera con le amiche e andare in pizzeria e/o a qualche spettacolo di streap in seconda serata. Unica regola: essere tutte donne. Dall’altra parte, a noi uomini, questa cosa piaceva molto,era una scusa per fare delle gentilezze, per ricontattare alcune ragazze con la scusa degli auguri e la sera si usciva sapendo che le strade sarebbero state piene di ragazze vestite bene e molto carine per l’occasione. Era divertente e piacevole e credevo davvero che ciò costituisse un omaggio all’altro sesso.

Poi, circa 3 anni fa, ho cominciato a intraprendere un percorso di formazione e di lavoro sulle tematiche della violenza domestica, ho conosciuto e lavorato con molti uomini autori di violenza ed ho avuto modo anche di conoscere la realtà delle vittime e, pian piano, mi son trovato ad essere sempre più riflessivo sulle tematiche di genere. Ho conosciuto in questi anni tante valide operatrici e validi operatori che mi hanno regalato il senso del loro appartenere ad uno dei due generi in modo anticonvenzionale.

Mi sono chiesto così che significato abbia realmente questa Festa della Donna e non tanto sul giusto spirito e cause che l’hanno vista nascere, ma su come è realmente sentita nella nostra società oggi.

Nel mio lavoro vedo la sofferenza e la rabbia degli uomini e la loro incapacità di controllarsi, vedo come le donne spesso siano private da loro delle più elementari libertà, ascolto ed intuisco figli che soffrono perché il babbo e la mamma “litigano” e che imparano che è così che la vita familiare è, assicurando la tendenza a ripetere determinati atteggiamenti e comportamenti. Cosa c’è di questo nella Festa delle Donne così come la vedo vivere in molte situazioni? Niente! E’ invece questo ciò che si dovrebbe in qualche modo mettere in evidenza, è qui la reale disparità di genere esistente.

Personalmente come uomo non ritengo di necessitare di un giorno per ricordarmi dell’altra metà del cielo, per ricordarmi il rispetto che sento per qualsiasi donna in quanto tale, per ricordarmi che se sono nato è perché i primi 9 mesi della mia esistenza una donna mi ha cresciuto nel suo grembo. Non ho bisogno di ricordare ciò che so. Si ha bisogno di ricordare solo ciò che si tende a dimenticare e se si tende a dimenticare qualcosa è perché spesso non le diamo la giusta rilevanza.

Per molt* il 9 Marzo riprende da dove si era lasciato il 7 Marzo e tutto finisce in una bella serata di divertimento, in poch* mettono un po’ di 8 Marzo nel resto del mese e nel resto dell’anno. Ha senso questo? Per me no, ecco perché scelgo consapevolmente d non fare più auguri o pensieri in questa giornata o meglio non più di quanti ne farei negli altri giorni dell’anno.

Forse la domanda giusta non è tanto : “Perché esiste una festa della donna?” quanto : “ Perché non esiste una festa dell’uomo?”.

La mia  risposta è perché all’uomo non interessa, ha già tutto il resto dell’anno e dà al sesso opposto questo contentino. Ma è di un contentino che le donne hanno bisogno? No, sono troppo intelligenti, solo che loro, come noi uomini, ci lasciamo trasportare dal facile consumismo delle immagini, e delle ricorrenze perché siamo bombardati da messaggi che seguono queste direzioni.

Se si vuole raggiungere una parità di genere(esistente in natura, ma non nella società e nella cultura) è proprio dell’8 Marzo che dobbiamo liberarci, è proprio del pensare e del credere che le bella parole di questa giornata possano compensare ciò su cui mettono solo un tampone temporaneo.

Sono invece convinto che ricorrenze come il 25 Novembre “Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne” debbano sempre avere più risalto perché mettono in evidenza, con dati allarmanti, quello che realmente accade alla condizione femminile.

So che molte persone potrebbero considerare ciò che scrivo come esagerato o sentirsi in qualche modo offese, ma la mia intenzione è solo far riflettere e non dare risposte, ognuno è in grado di trovare le sue.

Sarei ipocrita però se facessi finta di vedere intorno a me in questa giornata gente che è consapevole del senso che potrebbe/dovrebbe avere, pur naturalmente conoscendo invece donne e uomini che danno il giusto significato alla loro condizione sempre e per cui l’ 8 Marzo non cambia niente al loro impegno quotidiano. Ed il loro lavoro per me vale più di qualunque ricorrenza annuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *