“Paranoia, la follia che fa la storia” di Luigi Zoja

Una breve recensione di questo interessantissimo libro di Luigi Zoja, da poco finito di leggere. L’autore, psicoanalista junghiano, le cui opere precedenti non sono di meno interesse, ci parla della paranoia (dal greco paranoia= follia) e di come essa abbia influenzato gli eventi relativamente recenti della storia mondiale.

Dal libro: “La paranoia ha sterminato più masse umane delle epidemie di peste, ha umiliato e annientato più della collera di Dio. Luigi Zoja ci aiuta a capire come sia stato possibile”.

Il paranoico sa convincere ed ha carisma e chi gli sta intorno non è immediatamente in grado di riconoscere in lui gli elementi destabilizzanti e disfunzionali. Le sue sono convinzioni granitiche che non richiedono il benestare dell’esame di realtà, pur essendo travestite come argomentazioni ragionevoli. Il paranoico si lascia alle spalle la morale ed è in grado di contagiarsi nel sociale in modo esplosivo. Sotto quest’ottica vengono ad essere esaminati: il genocidio dei nativi americani, la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale e tutto ciò che ne è conseguito (Guerra Fredda e corsa al nucleare).

Le figure di Hitler e di Stalin vengono analizzate sotto il profilo paranoico e si riesce meglio a comprendere cosa li abbia portati al potere e come poi abbiano gestito ciò (Hitler alla fine è stato sconfitto, ma Stalin ha governato l’Unione Sovietica fino alla sua morte). La paranoia diventa il peggior nemico del paranoico e ne causa anche i mali.

E’ davvero una lettura avvincente considerando anche che la paranoia poteva essere giustificata, in certi casi, e quindi non essere più tale. “Il fatto che tu sia paranoico non significa che non ti stiano dando la caccia” Kurt Cobain in "Territorial Pissings".

E’ un opera che non solo ha una profonda valenza psicologica, ma anche storica. Una lettura intensa per chi voglia avvicinarsi ai perché degli eventi più tragici, ricercandoli nella natura umana, una natura della quale siamo partecipi per definizione, ma che spesso non siamo così abituati ad analizzare in modo non superficiale. Pensiamo che determinati orrori siano ricordi del passato e che ad essi appartengono, noi viviamo nel presente per il futuro. Ciò ci rende ciechi agli orrori dell’attualità. Solo la cultura ci può salvare.

Concludo con Primo Levi che diceva ne “I sommersi e i Salvati”: “ E’ accaduto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”.

Un commento

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